Le principali fasi del processo industriale
Un impianto di trattamento metalli performante basa il proprio successo su una sequenza rigorosa e ottimizzata di passaggi meccanici ed elettronici:
- Conferimento e pre-selezione: il materiale grezzo viene scaricato e ispezionato per eliminare macroscopicamente i corpi estranei pericolosi o non conformi.
- Triturazione primaria: la cesoia rotante bi-albero riduce il materiale in una pezzatura controllata, trattando anche i rottami più voluminosi.
- Frantumazione: il mulino a martelli raffina il materiale, producendo frammenti più piccoli e omogenei.
- Separazione magnetica: il tamburo magnetico estrae ferro e acciaio, generando una frazione ferrosa pulita.
- Separazione dei metalli non ferrosi: il separatore a correnti di Foucault separa alluminio, rame, ottone e altri metalli non magnetici dai residui inerti, plastici e gommosi, minimizzando i volumi di smaltimento.
- Valorizzazione dell’output: le diverse frazioni metalliche ottenute sono pronte per essere reimmesse nei processi produttivi come materie prime secondarie.
Triturazione e riduzione volumetrica dei rottami metallici
Perché la riduzione volumetrica dei rottami è considerata il cuore del processo? Ridurre drasticamente la dimensione geometrica del materiale apporta vantaggi logistici ed operativi immediati: ottimizza lo stoccaggio nei piazzali, abbatte i costi di trasporto legati ai volumi vuoti e, soprattutto, “libera” i diversi materiali intimamente legati tra loro prima delle fasi di selezione.
In questo contesto, la triturazione dei metalli richiede l’utilizzo di trituratori industriali heavy-duty. Queste macchine devono essere in grado di sprigionare coppie torsionali elevatissime per processare accumuli di materiali misti, blocchi metallici e scarti voluminosi senza interruzioni e in totale sicurezza.
Separazione dei metalli ferrosi e non ferrosi
Una volta ridotta la pezzatura, entra in gioco la tecnologia di selezione, dove la corretta configurazione impiantistica fa la differenza tra un impianto profittevole e uno inefficiente.
- Separazione magnetica: viene impiegato un tamburo magnetico che cattura ed estrae agevolmente le frazioni ferromagnetiche dal flusso.
- Separazione a correnti indotte (Eddy Current Separator): per il riciclo dei metalli non ferrosi, come alluminio e rame, vengono utilizzati separatori a correnti indotte che sfruttano un campo magnetico alternato ad alta frequenza per espellere i metalli non magnetici dal flusso dei materiali inerti.